Oggi facciamo spazio insieme a Silvia Pilotti, una delle 5 Co-founder di Lascia la Scia. 

Silvia facendo l’Architetto applica un metodo progettuale a diversi ambiti, spaziando il più possibile, cosa che ama tantissimo, liberandosi dai confini di una professione. Da piccola amava costruire casette, seppur non aveva le idee subito chiare su cosa avrebbe fatto da grande come alcuni.

Se c’è un modo in cui Silvia riesce ad esprimersi è con il linguaggio visivo, l’architettura come la grafica sono un veicolo del suo pensiero creativo. In questo Silvia è regista, riesce a tenere le fila anche di progetti molto grandi.

Lascia la Scia è la famiglia che si è scelta e che ha scelto lei. Nel coworking come nel lavoro, ha il dono di mettere a proprio agio tutti contribuendo a coltivare il nostro approccio gentile.

Vivere lo spazio condiviso rappresenta per lei la possibilità per entrare in relazione con altre persone e condividere.

In questo spazio potrete ascoltarci, scoprirci tramite un racconto fotografico realizzato da Eugenio Marongiu e leggerci tramite alcune parole chiave che sono state scelte per ciascuno.

Vi lasciamo all’ascolto di questo flusso di pensieri guidato da Niccolò Ferrari.

Ti aspettiamo da Lascia La Scia Coworking Lab!

Come per ciascuno anche per Silvia abbiamo scelto 4 parole in questa intervista ispirazionale che si aggiunge ai contenuti del podcast.

ESPRESSIONE:

S:”Mi piace vedere e scoprire quante forme diverse e personali ci siano per comunicare e interpretare un’esperienza individuale attraverso le proprie attitudini e passioni. Quanto costituisce la rivelazione o la comunicazione oggettiva di una esperienza individuale.”

FLESSIBILITA’:

S: “Penso che sia un’attitudine fondamentale del tempo che stiamo vivendo da declinare in molti ambiti. Essere“trasversali”, adattabili, fluire sono termini di una sfera contemporanea in cui credo.”

CONDIVISIONE:

S: “Letteralmente dividere con”  è in opportunità di scambio, di empatia, un’occasione per ridurre le distanze dagli altri e di partecipazione, sia quando si tratta di gioie che di situazioni meno felici. Nel quotidiano, tra noi Scie é un fondamento. In coworking avviene spontaneamente, il piano lavorativo lascia spazio a quello personale per ascoltare  e scoprire i punti di contatto e le affinità tra le persone. Per esempio mi piace ascoltare le storie degli altri per scoprire punti in comune o capire il punto di vista dell’altra persona.”

CAOS: 

S:”Per me è da intendere come una condizione necessaria e transitoria per la creazione di nuove idee, progetti e altro, non solo in ambito lavorativo. In fondo se non ci fosse il caos non esisterebbe nemmeno l’ordine.” 

Posted by:Carola Davì

Architetta si, ma non solo, Carola, cuore siculo, una creatività dirompente e carattere genuino, gestisce tutto ciò che riguarda il nostro spazio, gli eventi ed i workshop. Ha dato vita ad una meravigliosa community di creativi e piccoli artigiani prendendosi cura di tutte le persone che gravitano attorno al coworking programmando i corsi e seguendo tutti gli eventi della community.